IQOS e vaping: danni biologici precoci prima dei sintomi

Le nuove evidenze scientifiche mostrano alterazioni biologiche precoci anche in assenza di sintomi evidenti, NON sono innocue.

Per anni il marketing dei dispositivi a tabacco riscaldato e delle sigarette elettroniche ha insistito su un messaggio semplice: niente combustione, quindi meno danni. Meno odore, meno fumo visibile, meno fastidio per gli altri. Una tecnologia moderna, apparentemente più pulita, capace di mantenere il gesto e la dipendenza eliminando però le conseguenze più gravi associate al fumo tradizionale.

È una narrazione che ha avuto successo, soprattutto tra i giovani.

Molti ragazzi che non avrebbero mai acceso una sigaretta hanno iniziato direttamente con IQOS o con altri dispositivi elettronici. La percezione di rischio si è abbassata. Il gesto è diventato socialmente più accettabile, più discreto, più integrabile nella quotidianità.

Ma è proprio qui che nasce il problema: l’assenza di combustione non equivale all’assenza di danno.

Negli ultimi anni, infatti, le evidenze scientifiche hanno iniziato a convergere su un punto sempre più difficile da ignorare: anche l’aerosol prodotto dai dispositivi a tabacco riscaldato e dalle sigarette elettroniche è in grado di produrre alterazioni biologiche compatibili con processi patologici rilevanti.

Il danno, però, non inizia quando compare la malattia, inizia molto prima.

Cosa dice oggi la letteratura scientifica

Una recente revisione scientifica ha concluso che le prove disponibili stanno diventando coerenti nel collegare il vaping a processi coinvolti nello sviluppo di tumori del polmone e del cavo orale. Gli autori hanno analizzato biomarcatori umani, studi sperimentali, modelli animali e dati meccanicistici, osservando alterazioni come:
– danno al DNA
– stress ossidativo
– infiammazione cronica
– modificazioni cellulari compatibili con processi tumorali

Anche sul piano cardiovascolare stanno emergendo dati significative: l’uso acuto di IQOS provoca un aumento immediato della rigidità arteriosa e della formazione di trombi piastrinici, effetti associati a un aumento del rischio cardiovascolare.

Altri studi indipendenti hanno osservato:
– aumento della pressione arteriosa
– alterazioni della funzione endoteliale
– incremento di marcatori infiammatori
– effetti sui piccoli bronchi e sulla funzione respiratoria

Un altro elemento importante riguarda la composizione dell’aerosol; analisi chimiche hanno identificato la presenza di:
– nitrosamine derivate dalla nicotina
– formaldeide e altre aldeidi tossiche
– composti organici volatili
– particolato ultrafine
– metalli rilasciati dai sistemi di riscaldamento

Questo significa che oggi non è possibile quantificare con precisione il rischio assoluto a lungo termine, come avviene per il fumo tradizionale studiato da decenni, poiché molti dati sono ancora limitati e servono studi indipendenti di lunga durata; ma una cosa sta diventando sempre più difficile da sostenere: continuare a presentare IQOS e vaping come dispositivi innocui o biologicamente neutri perché il danno biologico non inizia quando compare la diagnosi, inizia molto prima, proprio quando ci si sente ancora perfettamente bene.

La storia del tabacco insegna che il danno biologico spesso precede di anni la piena consapevolezza culturale del rischio.

La domanda, oggi, non è se questi dispositivi siano identici alle sigarette tradizionali, è se sia prudente considerarli innocui prima ancora di aver compreso davvero gli effetti di un’esposizione cronica iniziata sempre più spesso in età molto giovane.

Una cosa sta diventando sempre più difficile da sostenere: continuare a presentare IQOS e vaping come dispositivi innocui o biologicamente neutri perché il danno biologico non inizia quando compare la diagnosi… inizia molto prima, spesso quando ci si sente ancora perfettamente bene.