Riportiamo il Comunicato della CMSi.
In un momento di crescente attenzione verso le politiche sanitarie globali, si ritiene necessario fare chiarezza sulle tempistiche e sulle decisioni che coinvolgono il nostro Paese in relazione alle recenti iniziative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Durante la 77ª Assemblea Mondiale della Sanità, il 1° giugno 2024, sono stati
approvati importanti emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) – le cui disposizioni sono vincolanti per gli Stati membri – i quali, se non formalmente respinti entro il 19 luglio 2025, entreranno automaticamente in vigore anche per l’Italia, senza alcun passaggio parlamentare.
Si tratta di una scadenza concreta, già
definita, su cui è urgente richiamare l’attenzione delle istituzioni nazionali e della comunità scientifica.
Parallelamente ai negoziati sulle modifiche dei RSI, gli Stati membri dell’OMS hanno negoziato un nuovo accordo internazionale sulla prevenzione, la preparazione e la
risposta alle pandemie, approvato il 20 maggio 2025 dall’Assemblea Mondiale della Sanità.
Tre le priorità cui si richiama l’attenzione istituzionale:
- Respingimento degli emendamenti al RSI entro il 19 luglio 2025
Questi emendamenti ai RSI, già approvati nell’Assemblea 2024 OMS, includono modifiche che introducono, tra le altre:
- una definizione di “emergenza pandemica” (con criteri piuttosto ampi) (art.1) che può giustificare l’attivazione di misure eccezionali a sostanziale discrezione dei vertici OMS;
- la creazione di nuove entità di coordinamento per l’implementazione e il finanziamento, purtuttavia con esclusive funzioni consultive e di promozione;
- Misure che, motivate con il controllo della disinformazione, possono incidere sulla libertà di informazione, inclusa la censura di quella a carattere scientifico.
La sua adozione automatica avverrebbe per “silenzio assenso” in assenza di un
dibattito e voto del Parlamento italiano. Per il respingimento è indispensabile
una comunicazione formale all’OMS da parte del governo.
2. Esame dell’Accordo pandemico approvato dalla Assemblea Mondiale della Sanità
La 78ª Assemblea Mondiale della Sanità (maggio 2025) ha approvato un Accordo Pandemico, con il voto favorevole di 124 paese e l’astensione di 11 paesi, tra cui l’Italia. A differenza del RSI, l’adozione di questo Accordo internazionale richiede la ratifica – in conformità con i loro processi costituzionali – degli Stati che intendono aderire.
In base all’art. 80 della Costituzione italiana la ratifica dei trattati internazionali è autorizzata con legge dal Parlamento solo per i trattati “di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi”, che potrebbe non essere il caso per l’Accordo pandemico, ciò nondimeno, data la portata dell’Accordo medesimo, si auspica fin da ora la discussione parlamentare e un confronto pubblico approfondito.
Un meccanismo decisionale opaco e poco democratico
È fondamentale evidenziare che, dopo un processo gestito per lo più in segretezza, tali emendamenti sono stati presentati all’Assemblea Mondiale della Sanità a solo un paio di settimane dalla discussione, infrangendo la regola vincolante prevista dagli RSI 2005
in base alla quale il testo di ogni proposta di emendamento debba essere comunicato a tutti gli Stati Parte dal Direttore Generale almeno quattro mesi prima dell’Assemblea in cui viene posto in discussione (art.55).
Sono poi stati approvati tramite una maggioranza semplice degli Stati presenti e votanti, escludendo dal computo le astensioni. Permettendo in principio che un numero limitato di voti favorevoli determini l’adozione di regole vincolanti per tutti gli Stati membri, a meno che questi non le rigettino formalmente entro i termini stabiliti.
È inoltre motivo di seria preoccupazione che norme così rilevanti possano entrare in vigore in automatico, senza un dibattito parlamentare, per effetto di procedure che potenzialmente aggirano il confronto democratico a livello nazionale.
Il rispetto della Costituzione dell’OMS
L’articolo 22 della Costituzione dell’OMS prevede che gli emendamenti al RSI entrino in vigore automaticamente se uno Stato non esprime riserva entro il periodo indicato nella notifica della loro adozione. In questo contesto, la scadenza del 19 luglio 2025 rappresenta l’unico termine certo su cui l’Italia può e deve intervenire per esprimere la propria posizione sovrana.
Il ruolo dello Stato italiano sugli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI)
Il 6 maggio 2025 con risoluzione legislativa, il Parlamento europeo ha approvato il progetto di decisione del Consiglio Europeo che invita gli Stati membri ad accettare, nell’interesse dell’Unione europea, le modifiche del regolamento sanitario internazionale (2005) contenute nell’allegato della risoluzione WHA77.17 e adottate il 1º giugno 2024.
Tuttavia, è importante chiarire che quell’indicazione ha un valore puramente consultivo e non vincolante. Infatti, l’UE non è parte dell’OMS e quindi non partecipa direttamente alle decisioni dell’Assemblea Mondiale concernenti l’adozione di emendamenti ai RSI, che altresì non prevedono la possibilità di adesione da parte di organizzazioni regionali di integrazione economica (quali la UE), e che spettano dunque agli Stati Membri dell’OMS.
Benché la Commissione abbia negoziato le modifiche del regolamento sanitario internazionale (2005) a nome dell’Unione Europea, in coordinamento con i rappresentanti e gli esperti degli Stati dell’Unione, l’autorità decisionale su questi emendamenti risiede nei singoli Stati Membri, inclusa l’Italia, che hanno tempo fino al 19 luglio 2025 per comunicare un’eventuale riserva o rifiuto. Questo termine rappresenta un passaggio cruciale per la tutela della sovranità sanitaria del nostro Paese.
Alla luce di ciò, è fuorviante presentare la votazione europea come un passo definitivo o vincolante: si tratta piuttosto di una posizione politica priva di effetti legali diretti sugli Stati membri. È dunque compito dello Stato italiano valutare in modo autonomo e consapevole se accettare o respingere gli emendamenti proposti.
Si richiama infine l’attenzione sul ruolo di trasparenza e responsabilità che spetta ai rappresentanti politici e all’informazione pubblica, affinché il dibattito su un tema tanto delicato avvenga in modo chiaro e basato su dati giuridici e istituzionali concreti.
È il momento di agire
La scadenza del 19 luglio si avvicina inesorabilmente: è ora di agire con consapevolezza e determinazione per tutelare la trasparenza di norme concernenti la nostra salute.
Riteniamo doveroso che il Governo respinga gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) entro i termini stabiliti e che in ogni caso le modifiche e gli impegni che ne derivano siano previamente dibattuti in quel Parlamento che ad oggi non è stato informato in merito.
Dott. Eugenio Serravalle, specialista in Pediatria
Prof. Eduardo Missoni, docente di Salute Globale, Sviluppo e Gest. Org. Internaz.li, specialista in Med. Tropicale
Dott. Alberto Donzelli, esperto in Sanità Pubblica, specialista in Igiene e Med. Prev., già membro CSS
Prof. Marco Cosentino, docente di Farmacologia e Tossicologia, PhD
Dott.ssa Patrizia Gentilini, specialista in Oncologia ed Ematologia
Dott. Panagis Polykretis, PhD in Biologia Strutturale
Dott. Sandro Sanvenero, medico odontoiatria

